FIERA PULIRE: VALE DAVVERO LA PENA PARTECIPARE? ECCO COSA ASPETTARSI!

Condividi

Tra pochi mesi si terrà quello che per il settore è probabilmente l’evento più importante e atteso. Torna a distanza di due anni l’appuntamento con la fiera Pulire che per la prima volta non si terrà nella storica sede di Verona ma a Milano.

Una nuova sede, scelta su cui si è a lungo discusso negli anni passati e che dopo molti annunci e altrettante smentite ha visto alla fine preferire Milano a Verona. Una scelta che però è stata molto sofferta visto che non pochi operatori del settore hanno espresso forti perplessità e malumori.

Verona infatti non solo era la sede storica ma anche logisticamente più comoda e probabilmente anche meno costosa rispetto a Milano. Milano che, stando a quanto più volte è stato detto dai sostenitori di questa piazza fieristica, dovrebbe attirare molti più visitatori rispetto Verona.

Viste queste premesse si intuisce quale sia l’aspettativa e soprattutto quale sarà l’attenzione ai numeri che la nuova sede espositiva sarà in grado di realizzare.

Infatti a differenza di quanto si è potuto leggere su alcuni profili social che si sono cimentati in fantasiose ricostruzioni di inesistenti retroscena con speculazioni prive di fondamento e che denotano il livello di conoscenza ed esperienza sul settore di questi simpatici chiacchieroni da social network, i numeri sono il vero e unico motivo che sta dietro a questa scelta.

Infatti se si considera che circa l’80% della produzione di macchine, attrezzature e prodotti per pulire di fabbricazione italiana è destinato all’export si intuisce chiaramente il perché della scelta di Milano, insomma ai produttori interessa l’export e una piazza fieristica internazionale come Milano dovrebbe attrarre più compratori esteri.

Il restante 20% è naturalmente il mercato interno, un mercato che da un lato vede pochi e grandi clienti e dall’altro una miriade di imprese di pulizie di dimensioni così microscopiche che di fatto rappresentano un problema più che un’opportunità. Non è di certo un segreto che il mercato interno a cui tutti i produttori puntano sono i grandi appalti pubblici.

Di fatto il mercato delle imprese di pulizie che mediamente hanno meno di 10 dipendenti e meno di 400.000 euro di fatturato non interessa a nessuno. Fare volumi di vendita con questo target di mercato è molto oneroso per tutti nonostante messe tutte assieme siano circa 53.500 imprese che danno lavoro a circa 532.000 addetti e generino un fatturato di oltre 21,2 miliardi di euro (Fonte: CRESME).

Insomma non è una novità che per l’impresa di pulizie l’offerta che propone la fiera sia molto al di sotto delle aspettative, dopotutto se si punta solo a export e grandi appalti non è un mistero che poi l’offerta destinata a chi ha un’impresa di pulizie sia molto scarsa nonostante storicamente le imprese di pulizie rappresentino circa il 33% dei visitatori.

Numeri che potrebbero essere molto più alti ma che in quasi assenza di una proposta ad esse destinata è molto difficile si possa ottenere. Insomma queste scelte si ripercuotono inevitabilmente sui numeri, numeri di accessi alla fiera che sono poi il metro con cui si valuta la buona riuscita dell’evento.

Dopotutto chi non solo organizza la fiera ma ha anche spinto per andare a Milano ci possiamo scommettere quest’anno ha l’ansia da prestazione più che mai, riuscire quindi a far venire poche persone in più rispetto alle passate edizioni sarà il vero problema.

Difficile dire se aver cambiato sede espositiva sarà sufficiente a compiere il miracolo di far crescere il numero di visitatori ma anche di incrementare la quota di quelli provenienti dall’estero che nelle passate edizioni erano circa il 14% rispetto all’86% di quelli italiani.

Di certo un risultato in linea con le passate edizioni o di poco oltre potrebbe essere abbastanza deludente ma anche quello che ci si possa attendere come più probabile. Tuttavia non è da escludere che vi saranno delle novità che non solo tutti si aspettano da anni ma che queste possano davvero contribuire al raggiungimento dei risultati.

Se ci saranno nuove idee e se queste sapranno dare nuovo slancio al settore è ancora una volta difficile da pronosticare, anche se appare evidente che più che idee quello che serve al settore e non solo alla fiera sono le persone. Insomma nuove persone con nuove idee legate entrambe da un doppio filo chiamato rinnovamento.

In attesa che siano comunicati i temi, gli argomenti, le novità che saranno presentati in fiera, elementi indispensabili per poter decidere se partecipare, se davvero ne vale la pena, pensiamo di avervi fornito alcuni spunti che dovrebbero essere utili a comprendere meglio cosa aspettarsi.

Come Community continueremo a monitorare da vicino la situazione, consigliandovi di seguire il sito ufficiale della Community Italiana delle Pulizie (www.pulizie.social) e di iscrivervi alla newsletter (Cliccando QUI) per non perdere aggiornamenti e novità in anteprima.


Condividi