Il mondo dopo la pandemia

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Luglio 2021 di CleaningCommunity.net

“Dopo le montagne russe del 2020, il 2021 è calma piatta.” Iniziava proprio così la lunga chiacchiera fatta qualche settimana fa con un collega che, rispondendo alla più classica delle domande, e cioè: “Come va il lavoro?”, in poche battute ci riassumeva l’ultimo anno e mezzo.

Insomma per lui e la sua azienda è andata più o meno così, la crisi sanitaria che tutto e tutti ha travolto, se in un primo momento gli aveva assorbito ogni risorsa di tempo per una inattesa domanda di lavoro, ora per qualche strano gioco del destino, di tempo ne aveva fin troppo. Così tanto da non sapere che farsene. Dopotutto sorrideva nel raccontarci come per tutto il 2020 si fosse lamentato di non aver avuto un solo attimo di tempo libero mentre ora si rammaricava per l’esatto contrario.

Un ozio (se così lo si può definire) che, stando alle sue parole, lo tormentava, non gli lasciava tregua. Sì perché quasi quasi rimpiangeva le montagne russe che lo avevano sballottato qui e là per tutto il 2020, almeno la sua mente era stata così presa da non aver tempo di pensare ad altro che al suo lavoro.

Dopotutto sapeva benissimo come quella che aveva appena definito calma piatta non fosse solo una questione di tempo ma di risposte. Certo, tutto quel tempo libero gli permetteva di fare qualcosa che pochi mesi prima era semplicemente inimmaginabile, ora aveva finalmente tempo per pensare, pensare ad esempio come sarebbe stato il mondo dopo la pandemia.

E voi ci avete pensato? Sì perché è evidente che un ritorno al passato, un ritorno ai modelli pre Covid sia qualcosa di assai poco probabile. Pensate allo smartworking, alla didattica a distanza come a molte altre quotidiane attività, i cui modelli in pochi mesi sono stati profondamente rivoluzionati, subendo una trasformazione così radicale che senza l’emergenza sanitaria avrebbero probabilmente impiegato un decennio o più per avvenire. Ecco pensate davvero sia possibile resettare tutto e far finta che non sia successo nulla?

Insomma piaccia o meno il mondo è cambiato e noi con lui. E allora come sarà il mondo dopo la pandemia? Il nostro mondo quello del pulito professionale come cambierà? Quali saranno i nuovi paradigmi con cui ad esempio approcceremo tutte quelle attività che vanno sotto il grande cappello delle strategie commerciali?

Perché è questo il grande dilemma: funzioneranno ancora come prima o dovremo ripensarle da zero? Come troneremo a vendere macchine, attrezzature e prodotti per fare le pulizie? Sarà sufficiente tornare a organizzare fiere, forum e con loro le più variegate attività promozionali che fin qui siamo stati abituati a fare e su cui già prima della pandemia più di qualche operatore nutriva dubbi sull’efficacia? O piuttosto servirà qualcosa di nuovo? Qualcosa ad esempio che ci permetta di interagire con le persone, partendo dall’ascolto dei loro desideri più reconditi per arrivare poi a creare con loro una solida e duratura connessione?

Perché potrebbe davvero esse questa la “risposta” che il nostro amico, quello di cui abbiamo parlato prima, è ancora all’affannosa ricerca. Dopotutto è abbastanza evidente come il tempo che dedichiamo ai nostri clienti sia molto più prezioso delle macchine, dell’attrezzature e dei prodotti che desideriamo vendergli e che questo probabilmente sarà il segreto che ci permetterà di tornare a crescere come e più di quanto si facesse prima della pandemia.

Dopotutto è evidente come macchine, attrezzature e prodotti “lowcost” non spariranno, ma continueranno ad abbondare sul mercato anche nel mondo post pandemico e la loro diffusione avrà vita facile non solo grazie alle piattaforme di e-commerce che molti operatori temono, ma anche e soprattutto se non avremo il coraggio di sperimentare nuovi modelli che, se non soppianteranno da subito e del tutto quelli esistenti, quantomeno vi si affiancheranno.

Ecco come diventa indispensabile trovare non solo le menti che sapranno formulare questi nuovi modelli ma anche chi poi avrà il coraggio di sperimentarli nella ricerca di quelle piccole ma significative migliorie che molto spesso sono la chiave del successo.

Un modus operandi tutto tranne che inedito, proprio perché per molti tratti ricorda quanto è stato fatto nei decenni passati quando le allora menti più brillanti di questo settore, hanno saputo con coraggio sperimentare e reinventare tutto, creando poi le grandi aziende che tutti conosciamo, aziende come quella del nostro amico che per capire come sarà il mondo dopo la pandemia non deve fare altro che voltarsi e guardare alla sua storia.

Una storia fatta di persone e di connessioni tra queste, le stesse che da alcuni mesi cerchiamo di creare nel gruppo Facebook Pulizie di cui abbiamo onere e onore di essere gli Amministratori, un luogo di aggregazione per gli operatori che sono alla ricerca di risposte, nato non a caso in tempo di pandemia.

Ecco se anche tu vuoi partecipare alla Community Italiana delle Pulizie, scoprire cosa dicono i tuoi colleghi e partecipare alla discussione questo è il tuo link esclusivo per accedere e iscriverti: https://www.facebook.com/groups/1439233049754286 Ti stiamo aspettando!

Scriveteci e fateci sapere.

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