Quanto sono collaborativi i tuoi clienti nei confronti del tuo lavoro?

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Novembre 2021 di www.pest-news.com

Iniziava proprio così un lungo ma interessante post che qualche settima fa veniva pubblicato nel gruppo Facebook Pulizie. Per chi ancora non lo conoscesse è quel luogo virtuale che nel volgere di una manciata di mesi è diventato appuntamento quotidiano per migliaia di operatori del settore pulizie, sanificazioni, disinfestazioni e quanto altro ruoti loro attorno. Un luogo di incontro e aggregazione che stupisce sia per il numero di iscritti che soprattutto per la partecipazione alle tematiche che riguardano il settore del pest control. È da questa pagina che un collega ci racconta un aneddoto del suo lavoro, un particolare davvero curioso che abbiamo deciso di riportavi tale e quale.

“Stamattina mi è arrivata la notifica da uno dei miei ragazzi.

Trascorse le settimane di permanenza degli erogatori con il rodenticida dentro, dovevamo rimuovere le esche rimaste e raccogliere eventuali carcasse, invece sorpresa!

Esche intatte in tutte le postazioni, nemmeno una rosura piccola piccola.

Ci è voluto poco a capire perché. Sapevamo che i cassonetti subito fuori dal condominio sarebbero entrati in competizione alimentare, ma abbiamo scelto delle esche molto appetibili per questo, sperando quantomeno di beccare ratti pigri a cui pesasse attraversare il marciapiedi e scavalcare il muretto.

Quello che non avevamo considerato è il personaggio più temibile del complesso ecosistema condominiale: la gattara.

Convinta che la derattizzazione sia inutile perché tanto “ci sono i gatti che cacciano i topi” e perché secondo lei per tenere lontani i topi e i ratti basta fargli “sentire l’odore del predatore (cioè Fuffy, il gatto panzone che non mangia le crocchette perché al condominio accanto gli danno l’umido)”, questa figura mitologica si scaglierà verso chiunque, condomino, amministratore o i fornitori del condominio, oserà dirle di limitare la razione di cibo elargita a Fuffy.

Spesso Fuffy porta con sé colonie di amici e parenti pelosi e coccolosi per farsi sganciare ingenti quantità di cibo, per poi mangiare solo le pietanze più gradite e lasciare lì quelle mainstream come le crocchette al tonno e salmone.

Il risultato è che grandi quantità di cibo destinate ai felini si trasformeranno in un ristorante stellato per la colonia di ratti che si è insediata nel condominio, certa che tanto Fuffy non si prenderà giammai il disturbo di correre dietro ad uno di loro.

Ora, come glielo spiego alla gattara che ha pagato un mese di derattizzazione inutile?

Capita anche a te?”

Purtroppo capita anche a noi, capita insomma un po’ a tutti di trovarsi alle prese con clienti poco collaborativi nei confronti di tutti quanti noi. E che sia una derattizzazione, una sanificazione, o una più “semplice” attività di pulizia che siamo chiamati a eseguire, del nostro lavoro e della complessità che c’è dietro, normalmente non interessa a nessuno. O almeno è quello che si evince leggendo le centinaia di analoghi post che in questi mesi sono stati pubblicati nel gruppo Facebook.

Quello che però rende straordinario questo post, anzi che lo rende forse unico, non è la consueta denuncia di una delle tante difficoltà con cui ogni giorno ci dobbiamo confrontare, no qui ad essere sorprendente è il tono con cui si affronta una questione la cui soluzione è tutt’altro che qualcosa di semplice o banale.

Perché qui, a differenza di ogni altro post ci sia mia capitato di leggere, l’autore non considera la povera gattara come qualcuno che non può capire anzi va oltre mettendo in evidenza il vero problema. Dopotutto il post si conclude proprio con una richiesta che non lascia molto spazio all’immaginazione.

Insomma è sempre lei, la difficoltà comunicativa, la difficoltà di riuscire a spiegare alla gattara che ha pagato un mese di derattizzazione inutile. Un problema che purtroppo riguarda tutti quanti noi, noi esperti del nostro lavoro, noi che conosciamo tutti i tecnicismi e tutti i risvolti e le complicazioni della nostra professione, noi di fatto incapaci di comunicare e quindi di essere infine capiti.

Un cortocircuito che ci porta a pensare che siano gli altri a non voler o poter capire, quando invece spesso è anche colpa nostra, nel non voler prendere in considerazione che potremmo sbagliare approccio, l’approccio di chi vuole calare dall’alto la verità pretendendo che questa sia accettata di buon grado.

Una sfida nella sfida, a cui spesso non siamo pronti perché, ancor prima di iniziare a comunicare, dobbiamo anche trovare il modo con cui spiegare concetti complessi a chi non possiede neppure i rudimenti.

Qualcosa di analogo a quanto tempo fa raccontava un noto presentatore televisivo e divulgatore scientifico in occasione di una intervista in cui svelava aspetti inediti degli esordi dell’altrettanto nota trasmissione Superquark.

Piero Angela raccontava infatti di come nell’intervistare i massimi esperti di ogni settore delle scienze questi fossero da un lato super competenti nella propria disciplina, ma dall’altro del tutto inappropriati nel riuscire a comunicare in modo semplice ed efficace. La sfida non era tanto quella di intervistarli ma piuttosto di riuscire a “tradurli” in modo tale che fossero poi comprensibili agli spettatori della televisione.

Un po’ quello che accade anche nel nostro gruppo in cui gli stessi esperti che non riescono a comunicare con i propri clienti, non riescono a farlo neppure con chi, pur condividendo lo stesso lavoro, ha ancora una conoscenza meno approfondita di chi è più tempo che esercita la professione.

E questo porta ad un inevitabile scontro allontanando i primi dai secondi che pur essendo molto più esperti dei primi finisco per essere ridicolizzati in un incredibile rovesciamento dei ruoli. Un contesto surreale in cui però se si riesce a trovare i linguaggi comunicativi giusti e più appropriati si può davvero fare la differenza sia che si voglia spiegare alla gattara sia che lo si voglia fare con il collega che ha meno esperienza ma anche che desidera colmare il suo ritardo.

E questo è esattamente quello che cerchiamo di fare ogni giorno nel gruppo Facebook Pulizie. Ecco se anche tu vuoi partecipare alla Community Italiana delle Pulizie, scoprire cosa dicono i tuoi colleghi e partecipare alla discussione questo è il tuo link esclusivo per accedere e iscriverti: https://www.facebook.com/groups/1439233049754286 Ti stiamo aspettando!

Scriveteci e fateci sapere.

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