SEMPRE PIÙ SCUOLE, OSPEDALI E PA RINUNCIANO ALL’IMPRESA DI PULIZIE: ECCO COSA STA SUCCEDENDO!

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Un nuovo e preoccupante fenomeno minaccia il lavoro di molte imprese di pulizie e multiservizi. Sono sempre di più le PA (pubbliche amministrazioni) a licenziare le imprese esterne per tornare a fare da sole, contando su risorse interne.

Molte imprese di pulizie e multiservizi (specialmente quelle di grandi dimensioni) già da tempo fanno i conti con il fenomeno della reinternalizzazione e cioè a tornare a fare con i propri dipendenti anziché appaltare all’esterno.

Non sono casi isolati ma una vera e propria tendenza che, partita in sordina, sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Infatti ampie fette di mercato e fatturati scomparirebbero dal mercato senza possibilità di poterle rimpiazzare.

Alcuni operatori del settore (specialmente quelli più esposti) tramite le sigle sindacali che li riuniscono hanno senza mezze misure definito quello che per loro è un dimagrimento forzato come un ritorno al passato, paventando il rischio di perdere tutte le battaglie fatte per la professionalizzazione e specializzazione del settore.

Già dal 2017 regioni come la Puglia stanno progressivamente reinternalizzando i servizi di pulizia e sanificazione in ambito ospedaliero. Ancora prima, nel 2016, è stata la volta della scuola con l’assunzione massiva di lavoratori contemporaneamente all’estromissione delle imprese di pulizie.

A cui si aggiungono anche molte amministrazioni comunali sempre più determinate a fare da sole, insomma facendo ricorso alle risorse interne non si fanno bandi e così si esclude qualsiasi soggetto esterno.

Alla base del cosiddetto “ritorno al passato” non c’è solo il risparmio economico, ma anche la burocrazia, i contenziosi legali e le pressioni sindacali che spingono verso la stabilizzazione dei lavoratori addetti alle pulizie sotto l’ala di protezione dello Stato.

Per contraltare, oltre al dimagrimento forzato che per ora è senza alternative e che vede coinvolte le imprese di pulizie e multiservizi, a farne le spese potrebbe essere la qualità del servizio con controlli meno stringenti rispetto a quelli a cui le imprese esterne sono oggi sottoposte.

L’unica cosa per ora certa, è che i casi di reinternalizzazione non sono isolati ma sempre più frequenti tanto che le imprese di pulizie e multiservizi stanno guardando con preoccupazione al fenomeno. Imprese che, tramite le sigle sindacali che le riuniscono, in nome della libertà di mercato e concorrenza si appellano alle sentenze nazionali ed europee in materia, al fine di far valere le loro ragioni.

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