Cosa possiamo imparare da Masterchef?

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Ottobre 2017 di CleaningCommunity.net

Un paio di anni fa siamo stati in provincia di Padova, dove ha sede una nota industria che produce detergenti e cere protettive per ogni tipologia di pavimenti e rivestimenti. L’occasione della vista, era un corso di formazione tecnico / commerciale, che l’azienda propone gratuitamente (offrendo anche il pranzo in una ottima trattoria della zona) a chiunque decida di investire un giorno del suo tempo alla formazione per se o per i suoi collaboratori.

Curiosi di conoscere tutti i segreti dei loro prodotti, ci siamo ritrovati assieme a una decina di persone provenienti da diverse parti d’Italia. Non solo chi di mestiere pulisce, ma anche chi fa posa, vendita e persino un architetto.

Una occasione come poche ce ne sono capitate, per confrontarsi sul problema comune, la soddisfazione del cliente finale. Un confronto tra professionisti che normalmente lavorano a compartimenti stagni, e dove non ci risulta vi siano tentativi di dialogo continuativo.

Un vero peccato, ma anche una grande opportunità per il settore delle pulizie professionali, che da anni chiede dignità e riconoscimento, ma che al contempo sembra non fare abbastanza. Una occasione per iniziare a fare qualcosa potrebbe davvero essere quella di avviare un dialogo e un confronto. Ma per dare dignità, riconoscimento e valore a tutto il settore dobbiamo pensare in grande, e i casi a cui ispirarsi non mancano.

Masterchef – il programma televisivo – in pochi anni è passato da talent show a fenomeno di costume. A letteralmente trasformato l’immagine del cuoco. È boom di iscrizioni all’alberghiero (prima scelta dopo i licei) e anche i corsi di cucina per adulti vanno forte. Tutti sognano di diventare Chef. E chi cucina non resta disoccupato e guadagna pure bene.

Il nostro settore ha urgente bisogno di aprirsi verso l’esterno, perché “fuori” l’immagine che hanno di chi pulisce è quella di una condanna, non di un lavoro! C’è bisogno di narrazione e di proporre il modello a cui ispirarsi. Per elevare l’immagine del nostro lavoro, restituendogli valore, e non secondario, attrarre i più giovani, e di conseguenza fare presa sulle loro aspirazioni e progetti.

E così a vincere è tutto il settore, non solo chi pulisce, ma anche il produttore e il distributore, chiamati a guidare questo nuovo corso. Si chiama strategia WIN-WIN, se vinci tu vinco anch’io. Nuove e inesplorate opportunità per avvicinarsi a un pubblico più grande e sensibilizzarlo alle tematiche che ci stanno a cuore, semplicemente ignorate anche dal consumatore più attento, fonte di guadagno per le nostre aziende o come sempre più spesso accade anche di sopravvivenza.

Purtroppo le voci che abbiamo potuto raccogliere a Pulire, la fiera che si è svolta a Verona lo scorso Maggio, non ci fanno ben sperare. Tanti, troppi ancora pensano che la responsabilità dei problemi del nostro settore non li riguardi in prima persona e, se non bastasse, non siamo neppure rappresentati! Dobbiamo prenderne atto, è un passaggio necessario per poi guardare oltre per avviare il nuovo corso che tutti stiamo attendendo.

Ora però è tempo di agire, perché di occasioni ne abbiamo perse troppe, e perché non è detto che ce ne saranno altre. Per questo che tutti ci dobbiamo sentire responsabili, smettendo di piangersi addosso, dobbiamo chiamare tutti a raccolta, passare parola, capire chi ha a cuore il futuro del nostro settore, quali proposte ci sono per cambiare l’immagine che fuori hanno del nostro lavoro, per questo abbiamo bisogno di voi, delle vostre idee, scriveteci e fateci sapere cosa ne pensate.


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