Pensi ancora che sia solo un lavoro di pulizia?

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Novembre 2017 di CleaningCommunity.net

Tra i tanti lavori eseguiti, ne ricordiamo uno in particolare. Il cliente è una nota pasticceria di Verona, una storia imprenditoriale iniziata negli anni 50 che oggi è portata avanti da figli e nipoti. Da un piccolo laboratorio artigianale, l’azienda cresce e la sede si trasforma in un capannone industriale che a distanza di molti anni mostra inesorabili i segni del tempo.

Una struttura certamente funzionale, ma come si può vedere dalle foto, esteticamente inadeguata ad accogliere i clienti che si recano direttamente al punto vendita per i loro acquisti. Ne seguono lavori di riqualificazione che trasformano il grigio e anonimo edificio industriale in un luogo gradevole alla vista.

A terminare questo importante intervento, gli immancabili lavori di pulizia dell’area esterna, in particolare le recinzioni e il parcheggio. Le prime delle ringhiere metalliche con annessi muretti in cemento, il secondo il classico cortile asfaltato ad uso parcheggio clienti. Entrambi si presentano sporchi sia per il passare del tempo che per le attività di cantiere edile.

Il cliente, che già aveva una impresa di pulizie per le ordinarie attività interne, affida a questa anche la pulizia meccanica dell’ampio cortile, mentre concorda con la nostra azienda la pulizia delle recinzioni. Inoltre pattuisce con entrambi che il lavoro venga svolto contestualmente nella stessa giornata per ridurre al minimo i disagi.

Dopo un po’ che entrambi stiamo lavorando, e con nostra sorpresa il cliente si avvicina e ci confida: “ho sbagliato, avrei dovuto affidare a voi anche la pulizia del cortile!”

Cos’era successo? Perché una impresa di pulizie che da anni lavora per un cliente affezionato abbia potuto meritare un giudizio così negativo? Eppure, il cortile, al termine del giornata, risultava pulito. Il pietrisco lasciato dal cantiere perfettamente raccolto, un lavoro apparentemente fatto bene.

Anche voi, avendoli visti, avreste esclamato: “la macchina è troppo piccola!” Probabilmente (forse per risparmiare) avevano sbagliato a noleggiare la spazzatrice che risultava sottodimensionata per il lavoro da svolgere, il che li costringeva a continue pause per svuotare i cestelli di raccolta che in un attimo si riempivano nuovamente. Senza tenere in considerazione che le operazioni sollevavano un quantitativo enorme di polvere in aria.

Una scena goffa da cui traspariva anche un’altra mancanza, forse meno evidente, ma comunque imperdonabile. Qualcosa che nulla ha a che fare con la scelta di macchine o la professionalità o altre decine di qualità che ogni impresa di pulizie dovrebbe già possedere. Proprio lui, il solito vecchio problema, continuare a considerare il nostro Lavoro solo come un normale lavoro di pulizie, senza tenere in considerazione il contorno.

Tutto sommato si trattava di raccogliere dello sporco da terra, lavoro peraltro portato a termine, ma come tutti sanno il lavoro non è solo “fatica” è anche “piacere”, appagamento personale e di chi ne osserva l’esecuzione. Oltre al fatto che il cliente potrebbe avere anche delle aspettative.

Quanti, infatti, avrebbero preso in considerazione in fase di preventivo o di scelta tecnica delle macchine da utilizzare, che agli occhi del cliente, quello che sembrava un semplice lavoro di raccolta dello sporco da terra, altro non era che il completamento di oltre un anno di lavori e relativo investimento economico, che avrebbe anticipato di qualche giorno l’inaugurazione?

Certamente un punto di vista inusuale per chi pulisce, più attento a non perdere occasione per lamentarsi piuttosto di approfittare delle occasioni per fare la differenza, stupire il cliente e non secondario valorizzare il proprio lavoro.

Se le pulizie sono ancora considerate l’ultimo dei lavori, un motivo è anche questo, e la colpa è di ognuno di noi, nessuno escluso, ogni volta che pensiamo che il nostro lavoro sia solo un lavoro di pulizia.

Scriveteci e fateci sapere.


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