QUALI SONO I POSTI PIÙ SPORCHI IN UN SUPERMERCATO?

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Dicembre 2018 di CleaningCommunity.net

Tre anni fa ci è capitato di leggere una classifica (quanto mai attuale), quella dei luoghi più sporchi in un supermercato, stilata da un giornale americano The Daily Meal (letteralmente Il Pasto Quotidiano) e visto che tutti i giorni (o quasi) facciamo la spesa ha ben pensato di farci notare quali siano questi luoghi e quali accorgimenti adottare per difenderci dallo sporco e dai batteri che in esso ci vivono.

Ce n’è per tutti i gusti, dal pavimento, le aree di carico e scarico, il carrello, la borsa della spesa, banchi e scaffali, nastro trasportatore e la cassa, quest’ultima, il luogo in assoluto più sporco per la classifica americana. Nulla di nuovo, nulla, che per chi si occupa di pulizia, non sia già noto. Come i consigli per proteggerci. Lavarci spesso le mani e pulire il cibo prima di consumarlo.

Ma, se la classifica l’aveste fatta voi, quali altri luoghi avreste inserito?

Certamente non potevano mancare gli impianti di riscaldamento, condizionamento e ricircolo dell’aria, i magazzini, le celle frigo, ma anche montacarichi, ascensori, scale mobili, le lampade dell’illuminazione, soffitti e pareti. La lista si sarebbe certamente allungata e di molto, ma tutte queste superfici, prima o poi vengono pulite, magari non igienizzate ma almeno lavate o aspirate, almeno il “grosso” dello sporco viene rimosso in qualche modo.

E l’esterno? Il parcheggio o le facciate dove le mettiamo? Forse non si sporcano? O nel caso si puliscono da sole?

È quello che ci è capitato recentemente che ci ha fatto riflette.

Parlando con il manager di un supermercato, molto attento alla pulizia del suo punto vendita, è rimasto sorpreso che gli facessimo notare, che per quanti sforzi faccia lo sporco continuerà ad entrare. Non sapeva, non lo poteva neppure immaginare (nessuno probabilmente glielo aveva detto), che, come molte stime indicano, l’80% dello sporco che si trova all’interno, arriverebbe proprio dall’esterno, e gli stratagemmi per difendersi dall’ingresso dello sporco, sono normalmente ignorati anche e soprattutto da chi di mestiere pulisce.

Erroneamente siamo portati a pensare che il nostro compito sia quello di pulire, cioè rimuovere lo sporco, e quanto più velocemente si sporca tanto meglio per noi, in realtà abbiamo una responsabilità molto maggiore, fare in modo, che dopo aver pulito, quei luoghi rimangano puliti il più a lungo possibile.

D’altronde in altri settori la riduzione dei consumi, pensiamo ad esempio il riscaldamento o il condizionamento, ha spinto le aziende a ricercare e a proporre soluzioni sempre più economicamente leggere, aprendo delle opportunità di mercato e di sviluppo.

Ma i casi non mancano neppure nel nostro settore. Tutti ricordiamo una serie di fortunate pubblicità di una nota marca di panni elettrostatici per pulire casa dalla polvere, capelli e peli di animali che recitava che con i loro panni la polvere non dura, e avreste poi potuto dirle addio per sempre, visto che quei panni la catturano senza rilasciarla come per altri sistemi tradizionali.

Quante imprese di pulizie nell’ultimo anno hanno fatto un corso di formazione su questi temi? O hanno informato i loro clienti, che con opportuni accorgimenti, possono razionalizzare la pulizia? E quante imprese di pulizie sapendo questo, ora, desiderano che questi corsi siano realizzati?

Scriveteci e fateci sapere.


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