Getta la spugna!

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Luglio 2019 di CleaningCommunity.net

Arriva per tutti prima o poi questo momento, anche se vi considerate degli irriducibili, è solo questione di tempo e anche voi getterete la spugna. Arrendersi non è però, come molti credono, un segno di debolezza, è invece una vera e propria strategia utile in varie occasioni, anche per gli affari, anche per chi di mestiere pulisce.

In altri ambiti, ad esempio nello sport, quando un atleta è all’apice del successo, semplicemente si ritira. Potrebbe vincere ancora, ma preferisce ritirarsi da imbattuto, preferisce entrare nella leggenda, nell’Olimpo dei grandi campioni di tutti i tempi.

Ma ritirarsi ha anche un costo, per un atleta significa rinunciare alle gare, a quei tornei che potrebbe ancora facilmente vincere. Ma il rischio di perdere, non solo quelle competizioni, ma peggio l’aura da vincitore, l’immagine da grande campione, è più che sufficiente per fargli decidere di gettare la spugna. Il problema è ritirarsi al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi.

E per chi pulisce quando è il momento di gettare la spugna?

Forse non ci avete mai pensato, ma questo momento arriva anche per noi. Ma se pensate alla pensione siete fuori strada. Per noi gettare la spugna ha un significato molto più letterale, un gesto concreto e fisico, una necessità tecnica.

Quando, allora, dobbiamo sostituire gli attrezzi o le macchine che usiamo nelle pulizie?

L’atleta inizia a pensare a questo momento anni prima, sa già che ad un certo punto si dovrà ritirare, è una questione anagrafica, più passano gli anni e sempre di più aumenta di numero la concorrenza di altri atleti più giovani di lui.

Per chi pulisce è la stessa cosa, l’unica differenza è che molti di noi semplicemente non ci pensano che presto o tardi dovranno gettare la spugna. Prima o poi, spugne, stracci, o macchine molto più grandi e costose dovranno essere sostituite con altre di nuove, per molti di noi questo momento rappresenta solo un costo, ovviamente da rimandare il più possibile in là nel tempo. Meglio allora aggiustare, riparare, e adattarsi ad usare strumenti magari non più efficienti, né efficaci né tantomeno gradevoli da vedere.

Ci capita spesso di incrociare addetti alle pulizie che usano strumenti così vecchi e sporchi, che ci sorge spontanea qualche domanda: ma una spugna sporca o una lavasciuga che si vede non è mai stata pulita (figuriamoci igienizzata) come è possibile continuare ad usarla? Non sarà che questi attrezzi siano così pieni zeppi di batteri che invece di aiutarci ad eliminarli otteniamo l’effetto contrario, cioè siamo proprio noi a contribuire alla loro diffusione? E i clienti che ci vedono utilizzare queste schifezze per pulire dove vivono e lavorano, cosa mai penseranno di noi?

Eh sì, il cliente ci vede, anzi ci osserva, e poi inevitabilmente ci giudica, e sulla base di tutto questo poi ci paga e magari qualcuno ha ancora il coraggio di lamentarsi del mercato, della concorrenza, dei clienti che lo pagano poco, male e tardi.

L’importante, ci insegnano, è essere competitivi. Sì, ma non solo nei costi!

E ora che si fa insistente il tema della sostenibilità applicata a macchine, attrezzature e prodotti per il pulito potremmo iniziare davvero a gettare via un po’ di vecchie spugne, ma appare fin troppo evidente che con esse dovremmo sbarazzarci anche di molte cattive abitudini che appesantiscono il nostro settore e che rischiano di vanificare ogni sforzo fatto per trasformare il pulito, non solo in un settore sostenibile, ma a questo punto anche in un settore che sia per davvero professionale.

E tu e la tua azienda di pulizie cosa state facendo per essere sostenibili? Cosa state facendo per sbarazzarvi di qualche vecchia cattiva abitudine? Ma forse sarebbe interessante conosce anche il punto di vista di chi è al nostro fianco, di chi produce e vende macchine, attrezzature e prodotti per il pulito. Ecco, voi cosa state facendo per aiutare il settore a crescere e a diventare sostenibile sbarazzandosi di qualche vecchia cattiva abitudine?

Scriveteci e fateci sapere.

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