Acquistare a tutti i costi, è davvero utile?

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di Alessandro e Marco Florio – pubblicato nel numero di Agosto 2020 di CleaningCommunity.net

A qualcuno queste parole faranno sicuramente storcere il naso, ma per noi che di professione facciamo le pulizie è davvero arrivato il momento di smettere di acquistare macchine per fare le pulizie! E non si tratta di tornare al passato quando questo lavoro era una fatica solo manuale. Qui si tratta di sopravvivere, sì, di dare un futuro alle nostre aziende che non si possono più permettere di sostenere acquisti di macchine e attrezzature per pulire. Ma andiamo con ordine.

Ricordate tutte quelle televendite in salsa anni ’80 che riempivano i palinsesti delle tv commerciali? Quelle che ci hanno fatto acquistare ogni assurdo ritrovato della tecnica? Impossibile dimenticarsi dei prodotti dimagranti o dei pennelli per dipingere senza sporcare nulla o del coltello da cucina con cui ci si poteva affettare scatole di metallo. E altrettanto impossibile è dimenticarsi come, quasi subito, si finisse per constatare la totale inutilità di tutti quegli assurdi aggeggi, inevitabilmente finiti in fondo a qualche armadio, o prematuramente gettati via tra i rifiuti da riciclare.

Una montagna di soldi letteralmente buttati, solo per poter possedere l’ultimo ritrovato della tecnica. Un comportamento, non solo dannoso per le nostre tasche e per l’ambiente, ma anche che non risparmia nessuno, neppure le imprese di questo settore. Aziende che, a quanto si vede su internet e social network, sembrano proprio non badare a spese pur di poter sfoggiare (vantandosene sui social network) l’ultimo ritrovato in fatto di tecnologia del pulito. Lo stesso che probabilmente hanno visto promozionato in un video virale che sui social network (la nuova tv commerciale) genera almeno 10 milioni di visualizzazioni.

È probabilmente così che, per molti di noi, quello appena visto diventi l’oggetto dei desideri, e non solo qualcosa da dover possedere subito, ma soprattutto la chiave per l’immediato successo professionale. Un successo naturalmente fatto di nuovi clienti e fatturati che, senza fatica o evidenti problemi, non appena sapranno del nostro nuovo acquisto, accorreranno numerosi. O almeno è quello che nel video, l’abile imbonitore di turno, cerca di farci intendere facendoci notare che, se nel settore ci siamo ormai da tanti anni, nulla potrà ostacolarci nell’affiancare un nuovo servizio.

È così che, con ogni probabilità, giorno dopo giorno, i nostri magazzini si sono riempiti dell’ennesima macchina, attrezzatura o qualsivoglia ritrovato per le pulizie che ora sta lì ferma con due dita di polvere accumulate, a testimonianza dell’intenso e quotidiano uso che ne dovevamo fare. Dovendo così constatare come nessuno, ma proprio nessuno, sia mai venuto a bussare alla nostra porta, neppure quella virtuale del sito web o dei social network, neppure dopo aver pubblicato foto o video in cui facevamo sapere al mondo di possedere anche noi l’ultimo ritrovato della tecnica del pulito.

Sì perché, dopo l’iniziale innamoramento, il colpo di fulmine da video virale, magari tratti in inganno proprio dal mito della multiservizi (che ci hanno spacciato per la panacea di tutti i problemi del settore) quello che ne rimane è la certezza che sotto tutta quella polvere abbiamo buttato, tutti quanti, fin troppi soldi. Importanti risorse sistematicamente sottratte alle nostre aziende che quindi non si possono davvero più permettere di acquistare macchine che poi restano inutilizzate. E tutto questo, quando da anni continuiamo a sentirci dire che dovremmo collaborare, sviluppando alleanze tra le nostre aziende che, invece di specializzarsi, sembrano diventate dei bazar del pulito.

Tutte in grado di fare di tutto, naturalmente al massimo livello possibile di professionalità, esperienza e competenza. Ma allora com’è possibile che, sempre più professionisti del pulito, operino in questo modo in ambiti di intervento, non solo molto diversi tra loro, ma anche con esigenze altrettanto specifiche come: condomini, alberghi, ristoranti, industrie, ospedali, scuole, treni, aerei, navi e magari riuscire anche a fare i traslocatori, gli imbianchini, i muratori, gli elettricisti, gli idraulici e chissà poi ancora cos’altro?

Anche perché è difficile credere che un cliente si possa ancora bere l’idea che un’impresa di pulizie, riesca davvero a garantire professionalità, esperienze e competenze elevate in ognuna delle infinite tipologie di servizi in cui, in molti di noi, ormai si propongono come assoluti esperti. Forse il rischio maggiore che corriamo nel continuare ad acquistare macchine per fare le pulizie (e molto altro ancora), non è solo di natura economica ma anche di immagine. Insomma apparire come quelli che fanno tutto ma anche nulla di davvero speciale.

Scriveteci e fateci sapere.

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